Sentire le Voci – I professionisti possono fare la differenza
Ovviamente il momento di difficoltà da risalto all’atto di aiuto.
Per qualsiasi informazione puoi contattarci
Cristina Contini
Ovviamente il momento di difficoltà da risalto all’atto di aiuto.
Per qualsiasi informazione puoi contattarci
Cristina Contini
Perché è importante la presenza di nuovi professionisti al Convegno Dentro le Voci del 17, 18 e 19 maggio 2019 in Brescia.
Abbiamo bisogno di figure professionali importanti inteso nel vero senso etimologico della parola: importante = portare dentro.
Ogni professionista ha già competenze importanti e rispetto al luogo in cui lavora (SSN e/o LP) avrà la possibilità di interiorizzarle prima e renderle applicative poi.
Quindi non più un evento strettamente settoriale (psichiatri e psicoterapeuta) bensì aperto a pediatri, logopedisti , neurologi, otorinolaringoiatra, neuropsichiatra ecc. per cominciare ad intercettare e fare invii mirati per persone/pazienti ancora consenzienti e disponibili al dialogo.
Il concerto di esperienza, teorie già conosciute e casi clinici ci offre l’opportunità di ri-conoscere nuove correlazioni già sperimentate e consolidate.
Restiamo a tua disposizione per qualsiasi informazione.
Cristina Contini

I risultati dello studio, pubblicati su JAMA Psichiatry, mostrano l’associazione tra i diversi tipi di traumi infantili e le esperienze psicotiche successive su un campione molto ampio di popolazione.
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/2018/12/traumi-infantili-esperienze-psicotiche/
I risultati dello studio, pubblicati su JAMA Psichiatry, mostrano l’associazione tra i diversi tipi di traumi infantili e le esperienze psicotiche successive su un campione molto ampio di popolazione.
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/2018/12/traumi-infantili-esperienze-psicotiche/
Pay it forward è il nome della nostra raccolta fondi.
Nasce dal gesto della mamma di una quindicenne abusata che sentiva le voci. Ha voluto contraccambiare il nostro aiuto pagando alcuni incontri di psicoterapia per minori indigenti, vittime di violenza.
Ricambiare è il significato di Pay it forward.
Anche tu puoi donare una o più sedute di psicoterapia a beneficio di un anonimo e restituire un aiuto ricevuto.
Scrivici e lasciaci il tuo indirizzo! Riceverai un braccialetto Pay it forward per ogni 60 € pagati (1 incontro di psicoterapia). Nel rispetto della privacy ti aggiorneremo su modalità e destinatario del tuo Pay it forward.
Passaparola a un amico e digli che Pay it forward significa
ricambiare il bene ricevuto aiutando un’altra persona
Cristina Contini info@sentirlevoci.it www.sentirelevoci.it

Terminato il doppio evento I GIORNI DELLE VOCI del 7-8-9 settembre mi ero ripromessa di dare una restituzione, tramite blog, a coloro che non sono potuti venire perché o impossibilitati o solo all'inizio di "questo percorso"... quando magicamente è arrivata questa e-mail di Tiziana, madre di un ragazzo che sente le voci da 11 anni, che ha partecipato insieme a lui a questo evento. Sono autorizzata a pubblicarla in parte o in toto e poiché mi sembrava riduttivo riportare solo alcune parti, vi offro la versione integrale. Grazie Tiziana
Carissimi buon pomeriggio.Voglio esprimervi il mio ringraziamento, la mia soddisfazione e il mio apprezzamento per l’incontro di Reggio Emilia della settimana scorsa.Soddisfazione per essermi trovata in un luogo speciale, dove mi sono sentita accolta da subito e dove ogni momento della giornata era improntato all’attenzione all’altro e alla comprensione di tutte le problematiche di ognuno di noi familiari.Apprezzamento per l’intensità e la profondità delle riflessioni che ogni professionista ha portato, in particolare per la modalità di approccio al problema, di grande competenza e con una visione completa e integrata.Ringraziamento per tutto quello che è stato fatto per ——— che, partito con la voglia di partecipare, o meglio di uscire dal suo isolamento, ma comunque preoccupato e spaventato, se ne è ritornato a casa con gioia, con soddisfazione, con la voglia di condividere con gli altri la sua esperienza, sorridente, più disposto ad ascoltarci e senza quell’atteggiamento di ostilità/angoscia che lo ha accompagnato fino ad oggi.Se il risultato era sicuramente arrivare a Reggio Emilia e rimanerci, siamo un pochino più avanti del risultato – senza forzature.Sta raccontando, ha voglia di evocare quei giorni; riesce anche a comunicare le proprie emozioni : alla sorella di nuovo in partenza per ———- ha detto: rimango un’altra volta solo!Riesce a percepire e a dare un nome alle sue sensazioni corporee: mi ha punto una zanzara, ho delle carie nei denti.E’ più sereno di fronte agli imprevisti e accoglie i suggerimenti senza alterarsi.Anche ——– ed ———– hanno evidenziato altrettanto cambiamenti, in positivo.Ancora grazie di cuore,a prestoTiziana B
Ho il piacere di informarvi che venerdì 15 giugno 2018 alle ore 11.00 parte un nuovo gruppo di auto mutuo aiuto a Reggio Emilia per “Giovani Uditori di Voci” presso la nuova sede operativa dell’Associazione Sentire le Voci in Largo Giambellino,9.
Il gruppo è APERTO a qualsiasi ragazzo o ragazza uditore di voci, a prescindere dalla città di provenienza, dal percorso che ha intrapreso o vuole intraprendere
Per qualsiasi informazione non esitate a contattare i facilitatori:
Davide Salvarani 392.035.43.73 o Francesca Fabbiani 392.900.93.49

Dalle voci non ci si può svegliare…
Una lettura delle voci inizialmente può sembrare curiosa e sorprendente, ma poi è fondamentale perché offre uno strumento impareggiabile per parlare e comprendere meglio il portatore di un disagio che si manifesta tramite il proprio sentire voci.
Non c’è da vergognarsi, dunque, ammettere che nella letteratura l’uomo non ne ha esaminato i possibili significati redigendo studi e importanti ricerche.
Oggi una madre di un ragazzo di 23 anni che sente le voci, ci ha contattato per chiederci aiuto.
Le sue parole a fine telefonata sono state buon anno e speriamo che non ci siano mai più ricadute.
Ricaduta è un termine usato nel gergo psichiatrico da alcuni operatori per dire:
“…prima o dopo ci rivedremo! “
Ricadere significa vivere di nuovo una situazione negativa: in una malattia, nella disperazione o nelle voci…
Affrontare le voci è importante perché conoscerle vuol dire ri-conoscere il proprio trauma e le ragioni per cui alcuni pensieri hanno preso voce.
Un buon percorso farmacologico e/o psicoterapeutico e l’attivarsi con strategie per gestirle ed eliminarle significa completare il proprio movimento, ritrovare il proprio Senso.
La parola anno ha diverse interpretazioni etimologiche e quando oggi ho sentito augurarmi Buon Anno ho pensato a quella che la riconduce al latino annulus = cerchio, anello.
Un anno quindi che non racchiude solo lo scorrere di un arco di tempo bensì l’arco di tempo occorrente a completare “il movimento di rivoluzione” in cui la Terra gira intorno al Sole – anno astronomico.

Riappropriarsi del proprio tempo e della propria Vita non prevede ricadute.
Il cerchio è la rappresentazione ideale del tempo, dell’anno, del giorno e della notte.
Quel tempo che quando si soffre si ferma.
Quando il tuo tempo si è fermato cosa ti ha detto la tua voce?
Era il 2007 quando, a vigilia di Natale, feci una visita a sorpresa ad una giovane donna che sentiva le voci, durante la sua permanenza in una comunità psichiatrica.
Mi stupì tantissimo il fatto che mi stesse aspettando….
mi venne incontro abbracciandomi con in mano una busta gigantesca che conteneva un piccolo cartoncino su cui aveva disegnato il suo Babbo Natale ed i suoi auguri per me.
In questa foto potete ammirare la particolarità…

Ricorderò sempre la gioia che emanava ed entrava in me come nessun altro regalo avrebbe potuto fare.
Non era un semplice biglietto di auguri.
Era il suo trauma.
Era il suo essere vittima.
Era la sua storia.
Era riuscita ad usare dei colori che da un paio di anni l’operatore non aveva mai visto usare da lei. “Come mai sei così felice?” le chiesi dopo il suo abbraccio
“…perché è stata una gioia per me poter fare gli auguri ad una persona che le interessa di me”
Sì, perché tanti ragazzi e ragazze che sentono le voci, oltre a subire l’impotenza rispetto alla propria guarigione e la cronicità che a volte l’intervento sbagliato provoca, sono spesso vittime/causa di una famiglia che si sfalda.
Quando si ammala un figlio si ammala tutta la famiglia e quando si ammala la famiglia si ammalano anche i figli.
E allora non esiste più il Natale perché non vi è nemmeno più una famiglia.
Alcuni ragazzi e ragazze che sentono le voci e che si trovano in situazioni familiari particolari, descrivono tutto ciò con parole del tipo
“…ho bisogno di sentirmi pensato”
“un giorno qualcuno si accorgerà di me…?”
Colgo l’occasione per invitarvi a riconoscere e a ringraziare tutte quelle persone che vi stanno pensando, amando e aiutando.
Esprimete loro il perché della vostra gratitudine affinché possiate sentire dentro di voi quella gioia pura e gratuita di cui ho accennato prima.
Non importa la bellezza del regalo o il suo valore, ma il significato che si nasconde in quel regalo.
Offro questo spazio come una possibilità per fare un augurio particolare che possa farci sentire il profumo della vostra emozione.